Nuova Zelanda, viaggio tra hobbit e maori

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Lo scrittore Peter Jackson, parlando di questa terra ha scritto: "La Nuova Zelanda non è un piccolo paese, bensì un grande villaggio".Chi la visita non potrà non concordare con queste parole che rimandano agli evidenti tratti fiabeschi di questa destinazione. Se geograficamente può essere propriamente considerata un Paese dalla piccole dimensione, la miriade di cose da scoprire e da vedere lascerà ciascun visitatore stupito e impressionato.

Dopo il successo della saga de Il Signore degli Anelli, anche il flusso turistico si è fortemente intensificato benché esistano ancora luoghi e aspetti inesplorati che rendono magica e misteriosa questa destinazione. Anche storicamente, la Nuova Zelanda non è meno affascinante dei racconti cinematografici: qui, infatti, affonda le sue radici la cultura Maori. Una terra che appare così lontana non solo geograficamente e territorialmente ma anche culturalmente e che, tuttavia, è capace di offrire una dimensione a tratti molto europea.

Quello che colpisce chi visita entrambe le isole è senza dubbio la varietà paesaggistica.

Si va da spiagge chilometriche come 90 mile beach, una delle più lunghe del mondo, ai ghiacciai blu di Fox e Franz Josef, dai boschi ai laghi, dai fiordi alle grotte passando per le città. E ovviamente, in base alla natura circostante, variano anche flora e fauna locali: dai pinguini ai vermetti fluorescenti.

La scelta dell’itinerario può essere influenzata anche dalla stagionalità della Nuova Zelanda. Il Paese è una meta perfetta durante tutto l’arco dell’anno eppure, in base alla stagione, cambia l’elenco delle cose da fare e da vedere. Da giugno a settembre è inverno e, in quanto bassa stagione, si trovano le offerte migliori per partire mentre il maggior afflusso turistico si registra da dicembre a marzo.

La cucina contemporanea, in Nuova Zelanda, presenta ancora evidenti influenze inglesi. Tipica, ad esempio, la colazione a base di uova, salsicce e fagioli. Non mancano però ricette tramandate dalla tradizione Maori, come la kumara, a base di carne e patate dolci oppure l’hangi, carne (solitamente di pecora) servita con verdure cotte a vapore e preparata nei forni ottenuti scavando buche nel terreno. Di recente, si sono poi aggiunte contaminazioni asiatiche. Il piatto nazionale? Le anguille affumicate.