Best in Travel 2021: i riconoscimenti di Lonely Planet ai progetti che valorizzano la diversità

Consiglio di Viaggio Zanzibar

Dopo i viaggi “sostenibili” e di “comunità”, la terza ed ultima categoria premiata nei celebri “Best in Travel 2021” di Lonely Planet è quella delle “diversità”: la storica guida turistica ha raccolto tutte quelle storie, di luoghi e di persone, a cui spesso, ingiustamente, non viene dato spazio e voce. In altre parole, Lonely Planet ha selezionato quelle realtà che hanno fatto proprio della diversità il loro punto di forza.

LA DISABILITA’

Tra queste c’è sicuramente il Costa Rica, che, grazie a severe norme di accessibilità, presta grande attenzione a chi è costretto a muoversi in sedie a rotelle. Le persone affette da disabilità, infatti, possono godersi tutto (o quasi) lo spettacolo che il Paese è in grado di offrire senza particolari problemi o fastidi: il Parque Nacional Carara e il Parque Nacional Volcan Poas, ad esempio, sono dotati di specifiche passerelle che permettono di vedere da vicino gli animali che vivono nei parchi, tra cui bradipi e tucani.

E sempre a proposito di disabilità, esiste una agenzia di viaggi che permette a persone con difficoltà motorie di esplorare il mondo senza limiti: mi riferisco a Wheel the World, fondata nel 2018 da Alvaro Silberstein e Camilo Navarro, due cileni che si sono traferiti negli Stati Uniti per studiare economia e gestione aziendale. A causa di un incidente stradale, da quando aveva 18 anni Alvaro è costretto sulla sedia a rotelle: insieme a Camilo ha iniziato a ricercare strutture ricettive e trasporti accessibili a tutti. Oggi Wheel the World offre esperienze di viaggio ed escursioni personalizzate di più giorni in oltre 30 destinazioni, come la scalata del Machu Picchu o il paracadutismo a Santiago, in Cile.

LE DESTINAZIONI PREMIATE DA BEST IN TRAVEL 2021

El Hierro, splendida isola delle Canarie, è stata invece premiata per il suo carattere multigenerazionale: grazie alle sue eterogenee bellezze, è in grado di intercettare un pubblico trasversale, dai giovani che amano le immersioni, lo snorkelling o le uscite in kayak, ai meno giovani che apprezzano l’emergente panorama vinicolo e la sua bellezza naturale unica e tranquilla. L’aspetto chiave di quest’isola, dal 2014 Patrimonio UNESCO, è il turismo ponderato e responsabile, oltre ad una grande sensibilità nella tutela dell’ambiente: nel medio/lungo termine l’obiettivo è di diventare la prima isola al mondo gestita interamente con energie rinnovabili.

Un’altra destinazione scelta da Lonely Planet in quanto tutela le diversità è San Diego, negli Stati Uniti. Il motivo è presto spiegato: la località balneare della California meridionale non solo è un eterogeneo rifugio di artisti, ma è anche un importante centro culturale. Basta passeggiare tra le vie della città per respirare un’atmosfera multietnica, dove le influenze delle comunità native (spagnole, messicane ed americane) sono ben visibili e convivono armoniosamente.

Non posso non citare Amman, in Giordania, tra le destinazioni attualmente più accoglienti al mondo. Qui “Ahaln wa sahlan” (“benvenuti”, in italiano) è molto di più che una formula di saluto: l’ospitalità nei confronti dei turisti è insita nella cultura tradizionale giordana e rende il Paese uno dei più sicuri al mondo. Per interagire in modo autentico con la gente del posto, niente di meglio di una passeggiata a Al Balad, dove potete trovare mercati con bancarelle che vendono spezie, capi di abbigliamento e strumenti musicali.

LA CUCINA

Tenendo sempre fede al concetto di diversità, nell’ambito food Lonely Planet ha premiato lo Hiakai di Wellington, in Nuova Zelanda, famoso ristorante di cucina maori: l’apprezzatissima chef Monique Fiso, dopo diversi anni trascorsi nei ristoranti stellati di tutto il mondo, ha deciso di tornare a casa e di mettersi in proprio, aprendo nel 2018 un locale nella capitale neozelandese. Il filo conduttore della sua cucina è uno solo: utilizzare unicamente ingredienti e tecniche culinarie autoctone.

I BLOG

In un mondo in cui l’apparenza conta più di ogni altra cosa, spesso non viene dato spazio alle persone oversize: ma anche loro, esattamente come tutte le altre, viaggiano. Per questo il giovane Jeff Jenkins ha deciso di aprire il blog “Chubby Diaries”, che non solo fornisce informazioni utili a viaggiatori simili a lui, ma vuole essere anche uno stimolo per l’industria del turismo a prendere in considerazione i turisti di tutte le taglie.

Couple of Men”, invece, fornisce tutte le informazioni sulle mete migliori per la comunità LGBTQ+. L’obiettivo dei fondatori del blog, Karl Krause e Daan Coljin, è di incentivare e motivare i viaggiatori gay o più in generale tutte quelle persone che incontrano difficoltà durante i viaggi a causa del proprio orientamento sessuale.

Tra le blogger premiate c’è anche Gabby Beckford che, dopo l’enorme successo ottenuto con il suo blog Packs Light, ha dato vita su Facebook allo Young Travelers Network, una sorta di “movimento social” per incoraggiare i viaggiatori della cosiddetta Generazione Z, cioè i ragazzi trai i 16 e i 26 anni, a mettersi in contatto tra loro per esplorare e scoprire il mondo insieme. Gabby è anche cofondatrice della “Black Travel Alliance” un gruppo di blogger impegnati per aumentare la rappresentanza afroamericana nell’industria del turismo.

LA DIVERSITA’ CULTURALE

Infine, Lonely Planet ha inserito nei Best in Travel 2021 anche le popolazioni dei Gullah Geeche, che vivono nelle Sea Islands, al largo della costa sud-orientale degli Stati Uniti, discendenti degli schiavi deportati dalla Sierra Leone e da altre regioni dell’Africa centroccidentale per lavorare nelle piantagioni di riso, cotone e indaco. L’isolamento territoriale è stato fondamentale per consentire a queste popolazioni di mantenere uno stretto legame con la loro cultura tradizionale: hanno, ad esempio, creato una nuova lingua, basata su un mix tra inglese e africano simile al krio (la lingua parlata in Sierra Leone), hanno sviluppato una forma di artigianato molto particolare e hanno conservato antiche usanze folcloristiche ispirate proprio alla cultura africana.

Come sempre, vi ricordo che per vivere un viaggio in sicurezza e senza rischi, è fondamentale sottoscrivere una polizza di assicurazione Holins, che vi protegge da ogni imprevisto, anche nel caso in cui dovessero sorgere problematiche legate al Covid-19.

Giorgia

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